7 - Messaggi allucinanti

Giusto come riportata dai giornali, l’assurda circolare di una preside del Salento, rivolta agli insegnanti ed ai collaboratori scolastici, lascia particolarmente perplessi. In essa di legge testualmente: “Con la presente si chiede alle SS. LL. di evitare qualsiasi forma di “contatto fisico” con gli alunni e le alunne, come ribadito in varie occasioni a livello generale e/o individuale. In particolare si ribadisce che non è consentito, per nessun motivo, toccare i ragazzi e le ragazze, né abbracciandoli/e, né prendendoli/e per mano, né baciandoli/e sulla guancia. Questo al fine di tutelare la sicurezza di tutti. L’inosservanza di tale diposizione da parte delle SS. LL. comporterà l’applicazione di sanzioni disciplinari. Si confida nella vostra collaborazione.”

Se fossi stato genitore con un figlio in quella scuola mi sarei preoccupato non poco. Innanzitutto mi sarei chiesto il motivo di quella che il ministero ha definito una “comunicazione irrituale”. Poi avrei voluto saperne di più su quel “contatto fisico” virgolettato: richiamando subito dopo di averlo già detto, sia a livello generale che individuale, la domanda che sorge spontanea è se qualcosa sia già avvenuta in passato. Subito dopo si passa a specificare i comportamenti vietati (toccare, abbracciare, baciare), compreso il prendere per mano: passi per i primi tre, sebbene da inquadrare per circostanze e modalità, ma anche l’ultimo può avere una valenza sessuale? Tutto questo al fine di “tutelare la sicurezza di tutti”: frase sibillina che non dice un bel niente. Infine, la minaccia di sanzioni disciplinari per gli inadempienti. Ma di fronte a presunte molestie, se davvero tali, dovrebbe scattare la denuncia!

Vien da chiedersi: ma queste norme di comportamento non dovrebbero già far parte del bagaglio professionale? C’era proprio bisogno di ribadire e specificare? L’averlo fatto aumenta ancor di più l’apprensione. Né tranquillizzano le successive giustificazioni della preside quando afferma che tutto è stato fatto solo a livello preventivo e che non c’è certezza né tanto meno sospetti di episodi di pedofilia. Ma prendere per mano, abbracciare, baciare, o il semplice contatto fisico può significare pedofilia? Proprio no, dato che con questo termine in psichiatria si definisce una parafilia, un particolare orientamento del desiderio sessuale. Da tener ben distinto, quindi, dalla molestia sessuale, e dai conseguenti abusi, che, com’è noto, possono essere attuati sia da chi è pedofilo ma anche da chi non lo è.

Indubbiamente viviamo in tempi strani. Oggi abbiamo paura di tutto e le nostre paure si riverberano su quelli che ci circondano. Come nell’extracomunitario vediamo sempre un delinquente, così un contatto fisico fortuito ci può apparire come un approccio molesto. Col rischio di mettere al muro un povero innocente. Troppo il spesso però il male non si annida dove lo cerchiamo. Anche in questo caso la prevenzione è un’ottima cosa, ma bisogna attuarla con molta discrezione. E’ inutile mettere manifesti, che potrebbero addirittura avere l’effetto contrario, vista l’emancipazione dei ragazzi d’oggi. Basta un’attenta e costante sorveglianza. Altrimenti si rischia quello che un giudice chiamerebbe eccesso di legittima difesa. E soprattutto non servono gli editti a proteggere la propria posizione di responsabilità.

Ad ogni buon conto, e tanto per sdrammatizzare, ricordiamoci degli anni ottanta, quando al cinema abbiamo riso tanto - e tuttora continuiamo a farlo quasi ogni sera davanti alla televisione - con i film scollacciati della commedia all’italiana, dove, tra studenti, indubbiamente più grandi di quelli in questione, e insegnanti accadeva di tutto. Sbagliavamo e sbagliamo? Direi di no. E nemmeno va dimenticato che a scuola sono nate storie di passioni, morbose così come definite dalla morale corrente, perseguite così come vuole la legge vigente, ma pur sempre vicende umane, che negli ultimi anni hanno occupato le cronache per tanto e tanto tempo. Di recente un giovane scrittore di buona fama, Mario Desiati, addirittura ne ha celebrata una nel suo ultimo “Il libro dell’amore proibito”. Che dire? C’est la vie!

20 marzo 2014