4 - Esami & integratori

Non è solo la frequenza dei controlli ecografici che ci dà problemi nella pratica quotidiana. Non appena la donna, sedutasi davanti al ginecologo, dice, tra l’eccitato e lo spaventato, “dottore, sono incinta!”, invece di tranquillizzarla, spiegandole la fisiologia dell’evento, ecco partire nella maggior parte dei casi la prescrizione di una lunga sfilza di esami come di inutili integratori. 

Quasi alla maniera del medico della mutua di parecchi anni fa, quando le analisi non si pagavano e di tanto in tanto c’era la consuetudine di effettuare a tappeto il dispendioso “check-up” che non ha mai salvato la vita di qualcuno (mentre oggi oltre ai tickets per l’assistito c’è il serio rischio di sanzioni amministrative per il sanitario) si continuano a prescrivere un sacco di tests di scarsa se non nulla utilità. 

Tali tra l’altro erano stati riconosciuti dalle prime Linee Guida, supervisionate da Mandruzzato e Romanini, alla base anche del DM 10 settembre 1998 che venne a porre molti paletti in un campo vasto quanto incolto (non solo disordine ma anche scarsa cultura). Scontentando molti aficionadosdel controllo supermaxi che “di più proprio non si può”, che comunque hanno continuato e continuano a prescrivere esami su esami, contro le prove di evidenza e costringendo ad inutili spese sia la gravida sia il sistema sanitario.  

Inoltre capita spesso che non venga osservato il timingappropriato di alcune indagini, come la ricerca per le epatiti B e C. Che senso ha farla al primo prelievo (a pagamento), invece che in vicinanza del parto (gratuita), come previsto dai protocolli? Tanto sappiamo bene che ci sono buone possibilità che i virus passino attraverso la placenta, e conoscere la situazione serve per la forma B a vaccinare eventualmente il neonato mentre per quella C purtroppo a nulla non essendovi ancora cure adeguate. 

Sono tuttora molto in voga anche sideremia, transferrina e ferritina. Anch’esse ritenute inutili come test di screening dell’anemia, per la quale basta e avanza l’emocromo, concentrando l’attenzione soprattutto su emoglobina e volume corpuscolare medio. Tenendo comunque sempre presente che in gravidanza vi è una emodiluizione fisiologica che comporta inevitabilmente una riduzione di quei valori. 

Legato a quest’ultimo punto vi è la diffusa sovraprescrizione di preparati a base di ferro, anche, bisogna riconoscerlo, sotto la spinta dell’industria farmaceutica. Passi per l’acido folico - che però dovrebbe essere preso già tempo prima del concepimento, per la prevenzione delle alterazioni del tubo neurale, mentre se iniziato dopo la prima visita non ha efficacia in tal senso - che svolge comunque un’azione positiva sull’emopoiesi, ma il ferro assunto in più oltre a provocare danni di una certa entità nel tempo - pare per ossidazione dei radicali liberi, che aumenterebbero addirittura la mortalità per cancro - può determinare dei fastidiosi episodi diarroici, conseguenti al blocco naturale di assorbimento e di conseguenza eliminazione copiosa con le feci. 

Morale della favola, è bene non dimenticare mai che la gravidanza non complicata è una condizione fisiologica (o para-fisiologica se vogliamo proprio essere cavillosi) e pertanto non richiede particolari controlli né assunzione di qualsiasi tipo di integratori, sempre che l’alimentazione sia buona e corretta.

26 febbraio 2014