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34 - Cambiare per non morire

Cambiare per non morire

Alla vigilia del Congresso Nazionale Marina Toschi, da me definita “la pasionaria” ha deciso di creare su WhatsApp la chat “Iscritti AGiTe”. Mal gliene incolse! 

Mi chiederete: perché? Per il suo incipit: Care colleghe e colleghi, molte/i di voi purtroppo questo anno 2019 non hanno rinnovato l’iscrizione ad AGiTe (Associazione Ginecologi Territoriali). Poiché questa vi garantisce ottimi premi assicurativi, copertura con il nostro ufficio legale, l’arrivo della nostra Newsletter trimestrale, la partecipazione gratuita a Congressi e Corsi ECM ed è obbligatoria per le votazioni in SIGO. Saprete che ormai Agite fa parte di questa casa comune della Ginecologia Italiana. Per questo ti chiediamo cortesemente di pagare al quota del 2019 che è ora di 70 Euro. Ci vediamo a Napoli alla Assemblea che si tiene martedì 29 dalle 15 alle 16 in Sala Catalana nella sede del Congresso. Vi aspettiamo! A presto!

Perché ha messo il dito nella piaga, in quanto la maggior parte delle associazioni, di qualunque natura esse siano, convivono da sempre con questa costante, la morosità degli iscritti.  

E’ seguita tutta una serie di giustificazioni, “già fatto”, “fatto”, “pagherò subito”, alcune incomprensibili “pagherò dopo il 4 novembre” (e perché solo allora?), altre non prive di una loro logica “sono in pensione e non esercito più”, altre infine esilaranti “sto guidando!”.

Intanto, mentre lei continuava a aggiungere recapiti di iscritti (però solo numeri telefonici e non nomi, per cui diviene difficile riconoscersi), molti pensavano bene di “abbandonare” cioè di cancellarsi. A quel punto qualcuno si è chiesto il motivo di tale “emorragia”: qualcuno teme l’invasione di messaggi? in realtà soltanto uno; tutti pensionati? per Marina, purtroppo, non è così; c’è allora chi propone di puntare sui giovani e subito chi spera in tal modo di trovar lavoro! “buongiorno, non so come mai sono su questo gruppo (addirittura!), ma se riuscite a farmi lavorare sul territorio mi iscrivo dove volete!

La pasionaria risponde: Molti di noi, me compresa, siamo in pensione. Ma proprio per il citato difficile momento per la sanità tutta ed in modo particolare per i Consultori Familiari ora più che nel passato c’è bisogno ancora di voi e di noi! Venite il 12 dicembre a Roma per la presentazione dell’indagine nazionale sui Consultori a cui Fattorini ed io abbiamo cercato di dare una buona impronta! Vi terremo informati!

Però, non per voler essere polemici a tutti i costi, va considerata con molta attenzione una risposta in particolare: “vi ricordate solo al momento delle votazioni”. Come dargli torto? Anche questa è caratteristica di tutte le associazioni: avete dimenticato l’accaparramento delle deleghe? esiste tuttora? per mia scelta non partecipo a votazioni da parecchi anni.

Qualcuno aggiunge: “Per continuare a fare parte di un gruppo è necessario che ciascun soggetto si possa sentire integrato nel sistema decisionale e, affinché ciò avvenga, necessita svecchiare tutta la cristallizzata dirigenza che, seppur valida, deve dare opportunità a tutti nella responsabilità della gestione. Proporrei cariche mai oltre i due mandati e darei posto ai più giovani mentre ai più esperti lascerei il compito di aiuto negli aspetti manageriali. Chi, come me, va in pensione dovrebbe comunque continuare a dare un contributo al gruppoMarina tu, con il tuo entusiasmo, con la tua assenza di conflitti di interesse e quindi con la tua trasparente azione, sei fra "le sempre giovani" leve su cui AGiTe può contare. Vi auguro che sappiate rinnovare con oculatezza”. Condivisibile anche questo. Da quando non vediamo ai vertici altro che sempre le stesse facce?

Ma ancora più incisivo il contributo seguente: “Questa chat, realizzata dalla sempre vulcanica e generosa del suo tempo Marina, è sicuramente efficace per tentare di recuperare iscrizioni all’AGiTe. Efficace il metodo. Ammirevole lo sforzo. Ha messo però in luce alcune realtà che vanno guardate in faccia.  A muso duro. Molti di noi sono ormai in pensione. Ciò che hanno fatto e dato per i Consultori e per la salute delle donne in generale rimane nella storia personale di molte donne come una grande occasione positiva. Non lo stesso si può dire di quanto sia rimasto nelle strutture. Nelle quali i ginecologi sono stati osteggiati, dimenticati, scavalcati dagli psicologi, mobbizzati dai direttori di distretto. Su tutto questo AOGOI e AGiTe non hanno agito in maniera efficace e il risentimento di quelli che hanno abbandonato deve far riflettere. Io credo che oggi l’errore più grave sarebbe tenere in piedi un’Associazione di "reduci", lontani dalle realtà locali e dalle stanze dei bottoni. Agite sia una associazione vera, con un direttivo fatto di operatori "giovani" (il respiro di almeno 10/ 15 anni davanti di lavoro...). Diversamente sarà presto auto-referenziale e inutile. Confrontatevi su questo”. Un accorato invito alla riflessione che non può e non deve essere disatteso!

17 novembre 2019