33 - Alert 2 (Allarme 2)

Non è passato molto tempo dall’allarme riguardo all’uso di chinolonici come antimicrobici, diciamo così efficaci ma poco impegnativi, quand’ecco che ne è stato diffuso uno nuovo a carico della ranitidina, antiacido gastrico non nuovissimo ma ancora di grande utilizzo. 

Infatti è stato sospeso in via cautelare l’utilizzo dei medicinali contenente tale farmaco prodotto da una ditta indiana perché contaminato dalla presenza di nitrosamine, in particolare nitrosodimetilammina (NDMA) sostanza organica ritenuta potenzialmente cancerogena.  

E’ pur vero che, essendo un sottoprodotto industriale, la si ritrova sia nell’acqua che negli alimenti conservati, sebbene a livelli molto bassi, comunque non tali da creare problemi. Purtroppo rientra in quell’inquinamento ambientale per cui al giorno d’oggi non sappiamo cosa respiriamo e cosa mangiamo e intanto ne patiamo le conseguenze, come ad esempio l’aumento dell’infertilità. 

Ma la ranitidina è stato, ed ancora lo è, un farmaco usatissimo, financo in gravidanza, in assenza di riportati danni fetali specifici, pur con la limitazione, diffusa e generica, da scheda tecnica “la ranitidina attraversa la barriera placentare e si trova nel latte materno, pertanto non va somministrata durante la gravidanza e l’allattamento, se non nei casi, a giudizio e sotto il diretto controllo del medico, di assoluta necessità”.

Di fronte ad un reflusso gastro-esofageo severo con turbe dispeptiche l’uso di un antiacido si impone. Certo è sbagliato affermare che la ranitidina sia un farmaco vecchio, ormai quasi del tutto soppiantato dagli inibitori di pompa protonica. Anche perché, pur in assenza di riferibili patologie malformative, agli inibitori è imputata una maggior tendenza all’asma nei neonati di madri che li hanno assunti, cui vanno aggiunti i non trascurabili maggiori effetti collaterali rispetto alla ranitidina. 

Ad ogni buon conto è sempre valida l’antica saggezza che raccomanda di evitare quanto più possibile l’assunzione di farmaci durante la gestazione, soprattutto quando i disturbi sono di lieve entità. Considerato che in questo caso ottimi risultati si possono ottenere rispettando quelle norme di buona alimentazione troppo spesso trascurate dalle donne ma anche altrettanto spesso dimenticate tra i consigli dai ginecologi. 

21 settembre 2019