28 - Benedetta ECM!

Chi ha avuto la bontà di leggermi da sempre ricorderà che su questo argomento ho già scritto - e non sono stato molto tenero! - nel 2004, “solo” quindici anni fa, quando GynecoAogoi era ancora un piccolo notiziario (molto utile) e non il giornalone patinato (poco utile) che è oggi. 

In quell’articolo, dal titolo significativo “A mare questa ECM!” elencavo tutte le storture dell’educazione continua in medicina, cioè di quel sistema messo su dal Ministero, al solito scopiazzando qua e là esperienze straniere, per assicurarsi che i medici rinfreschino di continuo le loro conoscenze. 

La situazione, già allora oltremodo critica e foriera di dubbi, nel frattempo è notevolmente peggiorata. Non sto qui a ripetere tutto quello che mi pareva non andasse (chi vuole può andare a rileggere il precedente), ma è inevitabile che debba tornare su alcuni punti che meritano di essere ripresi.

Il sistema a punteggio ormai si è stabilizzato su 50 punti per anno (troppi se si considera quanto sono lesinati quelli di molti convegni), però valutati su un triennio (quindi 150 punti in totale). Pareva che l’acquisizione dovesse essere molto rigida, ma poi - visto che stiamo in Italia, il Paese ove tutto è flessibile, anche le leggi - per moto di popolo sono state introdotte possibilità di recupero oltre i termini stabiliti. 

Ciò ha aumentato quel business, già denunciato, caratterizzato dallo spuntare di provider come funghi e dalla moltiplicazione a dismisura dell’offerta (molto spesso di qualità non proprio eccelsa) largamente pubblicizzata. A quanti non sarà capitato di ricevere mail su mail con il suadente invito “puoi ancora farcela!” e di seguito una sfilza di proposte, le più varie, con il loro bravo listino prezzi?

Nel tempo un’altra realtà che si è andata consolidando è quella dei FAD, cioè i corsi a distanza, che non richiedono spese di viaggio, vitto e alloggio, indispensabili per i congressi, né di spostarsi da casa, anzi dalla propria scrivania, dato che tutto si può fare grazie al computer. Con superamento assicurato della prova senza spreco di fatica. La scienza ha fatto grandi progressi anche in questo campo!

Ma è proprio così? Questi corsi virtuali sollevano molte perplessità. Innanzitutto chi assicura che sia proprio colui che risponde alle domande il candidato che avrà l’attestato? L’accesso è protetto da username e password, non di certo da impronte digitali o caratteri dell’iride, quindi davanti allo schermo vi può essere chiunque che non sia l’interessato. Altra riserva la durata del corso che, anche se prevede un certo numero di ore di impegno, a differenza di quelli dal vivo, con un po’ di abilità e fortuna può essere ultimato in tempi molto più brevi. Infine i corsi sono strutturati in maniera che, pur non sapendo le risposte giuste, tenta e ritenta si possono superare comunque. 

Resta quindi un grosso punto interrogativo sulla validità complessiva del sistema e.c.m. al fine di garantire un aggiornamento davvero adeguato. C’è anche da aggiungere che per specialità di tipo chirurgico, come è appunto ginecologia ed ostetricia, non sarebbe male se venisse pensato un apprendimento anche pratico e non solo teorico. Altrimenti la vita professionale dall’inizio alla fine resterà sempre legata solo e soltanto alla capacità di redigere un buon tema.

14 febbraio 2019