14 - Oscurantismo

Può la lettura di qualche riga tratta da un romanzo di una scrittrice tutt’altro che hard, in un ambiente circoscritto e controllato com’è un’aula scolastica, essere destabilizzante per delle giovani menti adolescenziali? Più che giusta la sdegnata reazione dell’autrice, Melania Mazzucco, a difesa della libertà di opinione e di informazione, anche per contrastare atteggiamenti riprovevoli, qual è l’omofobia.

Pare di sì. Almeno per i soliti benpensanti. Che sono arrivati addirittura a denunciare per divulgazione di materiale osceno e corruzione di minore gli esterrefatti professori di un famoso liceo romano. Solo perché il libro parla di una maternità surrogata in una coppia omosessuale e in particolare descrive un rapporto di iniziazione ritenuto per eccesso di particolari pornografico.

E’ una delle tante facce di una stessa medaglia. Quella di un oscurantismo vecchio e nuovo, purtroppo di matrice oltranzista cattolica. Purtroppo in quanto essi si dimostrano, ancora una volta, più realisti del re, come si suol dire. E’ sufficiente richiamare quanto detto di recente da Papa Francesco “chi sono io per giudicare un gay?” per far riflettere che all’interno della Chiesa, finalmente e fortunatamente, molto stia cambiando. Tanto che lo scorso mese nella sua Argentina è stata battezzata una bambina “figlia” di due donne, con la Presidente della Repubblica come madrina. 

Sono gli stessi che da sempre combattono contro la contraccezione, e in particolare contro la pillola del giorno dopo, per non parlare della pillola abortiva. Che hanno pesantemente condizionato l’approvazione della legge 40/04 (la procreazione medicalmente assistita, in specie per quel che riguarda la fecondazione eterologa) di cui finalmente ci siamo liberati (o solo lo pensiamo, dovendosi prima o poi scrivere una nuova normativa). E che in tempi più recenti hanno altrettanto pesantemente preso posizione contro le nuove norme europee per l’educazione sessuale nelle scuole, soprattutto per quel che riguarda la problematica del “gender”, oggi non più accettabile nell’accezione biblica. Ne è conferma quanto appreso qualche giorno fa a proposito di un nato maschio, divenuto poi femmina per via chirurgica, autorizzato dall’Alta Corte australiana a non definirsi né l’uno né l’altro.

Intorno al sesso, purtroppo, vi sono ancora troppi pregiudizi, duri a morire, ma del tutto fuori dal tempo. Se solo pensiamo che è da poco uscita una nuova rivista scientifica dedicata completamente alla pornografia. Le fondatrici, due sociologhe inglesi, hanno parlato di un “fenomeno complesso che non va demonizzato ma studiato senza preconcetti”. E’ a tutti noto che il porno è l’argomento più cliccato sul web (è facile quindi immaginare in cosa possano imbattersi i ragazzi che navigano in internet, altro che morbose quanto castigate letture in classe!) ma, continuano le responsabili dell’iniziativa, “non è l’unica forma di comunicazione che fornisce una visione esagerata, fuorviante della realtà”. Piuttosto che esercitare una censura, a tutela dei minori, praticamente impossibile, esse ritengono sia preferibile “educare a capire la differenza tra finzione e realtà”. Come dar loro torto?

8 maggio 2014